Napoli, 11 marzo 2026 (Agenbio) – Esplorare i confini della vita dove le condizioni diventano estreme: dalle orbite spaziali alle profondità del “Deep Blue”. Domani, giovedì 12 marzo 2026, Napoli ospiterà il convegno nazionale “LE FRONTIERE DEL BIOSPAZIO: Le nuove prospettive della biologia tra scienza, tecnologia e nuove professioni”. L’importante assise scientifica, promossa dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB) e dall’Ordine dei Biologi della Campania e del Molise, punta a ridefinire il perimetro professionale del biologo moderno. L’evento è curato dalla responsabile scientifica Carla Cimmino, che ha delineato la mappa concettuale del convegno accendendo i riflettori su risultati sorprendenti: dalla sintesi di antibiotici impossibili da riprodurre sulla Terra alla scoperta di farmaci la cui efficacia viene decuplicata dall’assenza di gravità. Le relazioni magistrali saranno affidate al professor Teodoro Valente (Presidente ASI), al professor Mariano Bizzarri e al professor Antonio Novelli, con la chiusura istituzionale di S.E. Anna Maria Bernini, ministro dell’Università e della Ricerca. Vincenzo D’Anna, presidente della FNOB, ha sottolineato l’importanza strategica dell’evento: “La biologia – ha detto – non è più confinata nei laboratori tradizionali. Con l’avvento del Biospazio, i biologi diventano attori fondamentali per la sopravvivenza umana oltre l’atmosfera e per la tutela della biodiversità negli abissi. Questo evento segna il passaggio verso una professione sempre più integrata con le alte tecnologie e la medicina di precisione”.
A fargli eco, Arnolfo Petruzziello, presidente dell’Ordine dei Biologi della Campania e del Molise: “Ospitare a Napoli i vertici dell’Agenzia Spaziale Italiana e del Governo – ha spiegato – è la prova di quanto il nostro territorio sia centrale nel dibattito scientifico internazionale. Il nostro obiettivo è fornire ai colleghi gli strumenti per cogliere le opportunità emergenti nella medicina spaziale e nelle biotecnologie marine”. La seconda parte dell’appuntamento partenopeo entrerà nel vivo delle nuove frontiere tecnologiche. Un focus specifico sarà infatti dedicato alla biologia cellulare e tessutale in assenza di gravità, con l’intervento di Valeria Lucci (università Federico II). Studiare la vita in microgravità non è solo una sfida ingegneristica, ma una necessità per comprendere come i tessuti umani reagiscono allo stress spaziale, aprendo la strada alla bio-fabbricazione di organi in orbita e a nuove terapie per patologie degenerative terrestri. Il dibattito si sposterà poi verso le profondità marine, il cosiddetto “Deep Blue”. Alberto Felici (università di Camerino) illustrerà come l’esplorazione degli abissi rappresenti la nuova “frontiera professionale” per il biologo: un mercato in espansione che va dalla bio-prospettiva di nuove molecole farmaceutiche alla gestione sostenibile delle risorse oceaniche. Queste innovazioni portano con sé complessi interrogativi. La sessione approfondirà le implicazioni etiche della manipolazione dei dati genomici e della vita in ambienti estremi, con il contributo di Mattia Capulli, che analizzerà la genomica come infrastruttura portante del Biospazio. La sfida per i biologi del futuro sarà dunque duplice: governare tecnologie di frontiera mantenendo un rigido protocollo bioetico a tutela della salute pubblica e dell’ecosistema. (Agenbio)
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