Roma, 11 marzo 2026 (Agenbio) – Gli antiparassitari orali per cani e gatti hanno migliorato la prevenzione contro pulci e zecche, ma una parte della ricerca sta valutando anche la loro “traccia” ambientale. Uno studio coordinato da Philippe J. Berny (VetAgro Sup, Francia) e pubblicato su Environmental Toxicology and Chemistry ha analizzato quattro principi attivi della classe delle isoxazoline (afoxolaner, fluralaner, sarolaner, lotilaner). Il punto chiave è la persistenza: dopo la somministrazione, residui possono essere eliminati con le feci per settimane (emivite fecale nell’ordine di 15–24 giorni) e in alcuni casi rilevabili anche oltre la finestra di trattamento. I ricercatori hanno poi stimato l’esposizione di insetti coprofagi a questi residui, con rischio variabile a seconda della molecola e potenzialmente più elevato per fluralaner e lotilaner. Il messaggio non è rinunciare alla profilassi, ma integrare valutazioni ambientali e uso appropriato: scegliere il prodotto in base al rischio reale, evitare trattamenti non necessari e ridurre la dispersione nei contesti più sensibili. (Agenbio) Claudio De Rosa 13:00


