Caso Domenico, il “no” del Bambin Gesù: “Ritrapianto precoce ad altissimo rischio mortalità”

Roma, 27 febbraio 2026 (Agenbio) – Emergono i dettagli clinici che hanno portato l’ospedale Bambin Gesù di Roma a negare il secondo trapianto di cuore per il piccolo Domenico, il bambino deceduto lo scorso 21 febbraio al Monaldi di Napoli. Nella relazione conclusiva inviata dalla Regione Campania al Ministero della Salute, vengono citate le motivazioni tecniche inviate dal centro romano il 9 febbraio 2026.
Secondo quanto riportato dall’Agenzia ANSA, il parere negativo degli esperti di Roma si è basato su tre pilastri clinici critici che rendevano l’intervento tecnicamente non percorribile:
Il ritrapianto effettuato a pochi mesi dal primo intervento è associato a tassi di mortalità precoce significativamente superiori rispetto alla norma.
I medici hanno evidenziato l’assenza di una “finestra neurologica” chiara e la presenza di alterazioni significative nelle TAC. Inoltre, un’eventuale infezione attiva non controllata avrebbe costituito una “controindicazione assoluta” a causa dell’immunosoppressione necessaria post-operazione.
Al momento della valutazione, il quadro clinico era aggravato da una disfunzione conclamata di reni, fegato e polmoni. Una condizione definita “avanzata” e associata a una prognosi estremamente sfavorevole in caso di reintervento.
La risposta del Bambin Gesù specifica che, oltre ai rischi intrinseci del reintervento, la coesistenza di queste criticità rendeva il paziente non idoneo alla procedura. La relazione è ora parte integrante del fascicolo trasmesso al Ministero per ricostruire i passaggi della vicenda che ha scosso l’opinione pubblica e il sistema sanitario regionale. (Agenbio)