Roma, 26 febbraio 2026 (Agenbio) – I batteri congelati per 5mila anni nella grotta di ghiaccio di Scarisoara, in Romania, e scoperti da un team di ricercatori guidato dall’Istituto di Biologia di Bucarest dell’Accademia Rumena, potrebbero diventare alleati, ma allo stesso tempo anche nemici, della lotta all’antibiotico resistenza. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Frontiers in Microbiology. I ricercatori hanno per prima cosa prelevato una carota di ghiaccio di 25 metri e poi testato in laboratorio i profili di resistenza agli antibiotici di un ceppo batterico, chiamato Psychrobacter SC65A.3 e rimasto nascosto in uno strato di ghiaccio di 5 mila anni fa, sequenziandone il genoma per determinare quali geni consentono al ceppo di sopravvivere a basse temperature e quali conferiscono resistenza e attività antimicrobica. Dalle successive analisi il team ha scoperto che il ceppo SC65A è resistente a 10 antibiotici ampiamente utilizzati per trattare una serie di infezioni batteriche, come quelle delle vie urinarie, polmonari, cutanee e del sangue. Il team, inoltre, ha trovato quasi 600 geni con funzioni sconosciute, suggerendo quindi una fonte del tutto inesplorata per la scoperta di nuovi meccanismi biologici, e rivelato 11 geni potenzialmente in grado di eliminare o bloccare la crescita di altri batteri, funghi e virus. Con i cambiamenti climatici e il conseguente scioglimento dei ghiacci, però, i geni di resistenza contenuti in questi batteri congelati potrebbero diffondersi ai batteri moderni, aggravando così la nostra sfida all’antibiotico resistenza. (Agenbio) Etr 12:00




