Le fibre come alleate del cervello: benefici cognitivi ancora sottovalutati

Roma, 20 febbraio 2026 (Agenbio) – Le fibre non fanno bene solo all’intestino: sono un fattore chiave per la salute del cervello. Un’alimentazione ricca di cereali integrali, legumi, frutta, verdura, semi e frutta secca è associata a minore mortalità, riduzione del rischio cardiovascolare e protezione dal declino cognitivo. Eppure, la carenza di fibre resta tra i principali squilibri nutrizionali nei Paesi occidentali. Le evidenze epidemiologiche mostrano che un apporto di circa 25–30 grammi al giorno si associa a un rischio ridotto di diabete di tipo 2, ictus e tumore del colon-retto, con una diminuzione significativa della mortalità complessiva. Ma il dato più interessante riguarda l’asse intestino-cervello. Fermentate dal microbiota, le fibre producono acidi grassi a catena corta, come il butirrato, che riducono l’infiammazione e rafforzano la barriera intestinale. Questo meccanismo limita il passaggio di molecole pro-infiammatorie nel circolo sanguigno, con possibili effetti protettivi anche sul sistema nervoso centrale. Studi osservazionali e trial controllati suggeriscono che un maggiore consumo di fibre sia associato a migliori performance cognitive e a un minor rischio di demenza. Integrare più fibre nella dieta quotidiana è una delle strategie più semplici, economiche ed efficaci per sostenere metabolismo, microbiota e funzione cerebrale, agendo in modo integrato su corpo e mente. (Agenbio) Emanuela Birra 9:00