Napoli, 18 febbraio 2026 (Agenbio) – Si è spenta nel pomeriggio l’ultima, flebile speranza per il piccolo Domenico. Il verdetto del consulto tra i massimi esperti nazionali è arrivato come un macigno: il bambino non è trapiantabile. Mentre la famiglia si stringe nel dolore, le istituzioni promettono chiarezza su una vicenda che ha commosso l’intero Paese.
La parola fine è arrivata con un comunicato asettico dell’Ospedale Monaldi, ma il peso umano che porta con sé è enorme. Dopo ore di confronto tra i luminari del trapianto pediatrico italiano, la decisione è stata presa nella sua tragicità: le condizioni cliniche di Domenico sono state giudicate incompatibili con un nuovo intervento. Una valutazione collegiale, effettuata al letto del paziente, che ha spento ogni residuo barlume di ottimismo.
In serata le dichiarazioni rilasciate all’Ansa di uno dei membri della commissione Carlo Pace Napoleone, direttore della Cardiochirurgia pediatrica dell’Ospedale Regina Margherita di Torino: “Stanotte – ha detto -, il bimbo ha avuto probabilmente una crisi settica per cui ha avuto necessità di una serie di manovre che hanno comportato un forte stress e l’accumulo di molti liquidi. Le sue condizioni sono molto serie e sicuramente non riuscirebbe a sopravvivere ad un intervento chirurgico”. Il cardiochirurgo ha poi sottolineato un altro aspetto critico: “L’ultima tac fatta al cervello mostra la presenza di una zona con un sanguinamento, ovvero un’emorragia, che prima non era presente. Questo è un ulteriore problema perché qualunque intervento lui faccia al cuore deve farlo in circolazione extracorporea, che prevede che il sangue venga reso incoagulabile e generalmente queste zone di emorragia cerebrale peggiorano durante questo tipo di intervento di circolazione extracorporea”. Una emorragia cerebrale massiva avrebbe vanificato qualunque sforzo.In questo scenario di dolore, brilla la dignità della signora Patrizia, la madre di Domenico, che non ha mai smesso di pregare accanto al figlio. Al suo fianco, in un viavai silenzioso, l’Arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, e il Governatore della Campania che ha chiesto scuse (chiaramente pur non avendo colpe) e promesso verità e giustizia annunciando di aver inviato al Ministero della Salute una relazione di 290 pagine stilata dagli ispettori regionali.
Ma intanto il cuore che era destinato a Domenico verrà espiantato entro la notte. Come confermato da Carlo Pace Napoleone, primario di cardiochirurgia pediatrica del Regina Margherita di Torino e membro della commissione, quell’organo sarà ora destinato a uno degli altri due bambini compatibili in lista d’urgenza. In serata anche la dichiarazione del ministro della Salute Orazio Schillaci: “Il parere negativo a un nuovo intervento espresso dal comitato di esperti riunito all’ospedale Monaldi scrive un epilogo diverso da quello che tutti noi fino alla fine abbiamo sperato, ma occorre attenersi alle indicazioni della scienza. Insieme al Centro Nazionale Trapianti abbiamo lavorato con impegno e serietà per assicurare nuove opportunità al bambino. Attendiamo di conoscere gli esiti delle indagini delle procure e delle ispezioni ministeriali su quanto accaduto perché è doveroso fare chiarezza. In questo momento di grande difficoltà tutta la mia vicinanza va alla mamma Patrizia, al papà e alla famiglia del piccolo ricoverato a Napoli”.




