Napoli, 16 febbraio 2026(Agenbio) – È un’attesa logorante quella che sta vivendo la famiglia del bambino di due anni e quattro mesi, ricoverato in gravissime condizioni all’Ospedale Monaldi di Napoli dopo il fallimento del trapianto di cuore eseguito lo scorso 23 dicembre. Al termine di un cruciale briefing medico svoltosi oggi, 16 febbraio 2026, la madre Patrizia ha riferito che le condizioni del piccolo restano stazionarie: “Per oggi rimane in lista. Se ci fosse un organo, sarebbe ancora operabile”. Tuttavia, il tempo stringe: i medici effettueranno una nuova valutazione clinica già nella giornata di domani per stabilire se il bambino potrà ancora sostenere un secondo intervento.
Parallelamente al dramma clinico, procede l’inchiesta della Procura di Napoli. Gli inquirenti hanno ascoltato come persona informata sui fatti il cardiologo responsabile del follow-up post-trapianto, il quale ha rassegnato le proprie dimissioni il 29 dicembre scorso, pochi giorni dopo l’intervento. L’indagine punta a chiarire perché sia stato trapiantato un cuore risultato poi “bruciato”, ovvero danneggiato, probabilmente a causa di un malfunzionamento del contenitore termico utilizzato per il trasporto che non avrebbe mantenuto la temperatura corretta e dall’uso improprio di ghiaccio secco (anidride carbonica solida) durante il trasporto da Bolzano. La Procura ha rigettato la richiesta dei legali della famiglia del piccolo di acquisire, in incidente probatorio, la documentazione clinica parziale.
L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha reso noto che è stata chiesta una third opinion a degli organi internazionali e ribadito la necessità assoluta di reperire un nuovo organo in tempi record: “Speriamo che il bambino venga ancora ritenuto trapiantabile. La necessità è avere un cuore”. La vicenda ha sollevato forti polemiche, portando alla sospensione di alcuni membri dell’equipe medica e all’invio di ispettori ministeriali. Mentre il parere di altri centri d’eccellenza, come l’Ospedale Bambino Gesù, aveva espresso forti dubbi sulla fattibilità di un nuovo trapianto date le condizioni del piccolo, il Monaldi ha scelto di mantenere aperta la speranza, almeno per le prossime 24 ore. (Agenbio)




