Roma, 16 febbraio 2026 (Agenbio) – L’Italia si conferma capofila in Europa per la solidarietà neonatale, ma il Ministero della Salute punta ora a colmare le disparità territoriali. Con l’insediamento del nuovo Tavolo tecnico sulla nutrizione nei primi mesi di vita, il Sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, ha tracciato la rotta per una gestione più efficiente e capillare delle Banche del Latte Umano Donato (BLUD). L’obiettivo è chiaro: trasformare quello che viene definito un “farmaco naturale salvavita” in un diritto accessibile a ogni neonato fragile, indipendentemente dalla regione di nascita.
Un primato europeo da consolidare
Attualmente, il nostro Paese vanta un primato significativo: sono 44 le strutture attive sul territorio nazionale, un numero che ci pone davanti a giganti come Germania (37) e Francia (36). Questo risultato è il frutto della generosità delle madri donatrici e dell’eccellenza dei professionisti sanitari. Tuttavia, i dati evidenziano un paradosso: nonostante l’alto numero di banche, oggi solo un neonato fragile su tre riesce effettivamente a ricevere il latte donato.
Il problema principale risiede nella frammentazione del sistema. La mancanza di un coordinamento regionale omogeneo crea zone d’ombra dove l’accesso a questa risorsa è limitato. Il latte umano è fondamentale soprattutto per i nati pretermine e i piccoli affetti da patologie, per i quali il latte materno non è solo nutrimento, ma una vera e propria terapia che riduce il rischio di gravi complicazioni e favorisce lo sviluppo immunologico.
“L’allattamento rappresenta uno dei più efficaci interventi di salute pubblica – ha sottolineato Gemmato -, ma dobbiamo sostenere con strumenti concreti chi non può allattare e i neonati più vulnerabili.”
Il nuovo tavolo tecnico avrà il compito di redigere linee guida che permettano di:
Creare una rete capillare che colleghi le banche esistenti. Uniformare i protocolli di raccolta e distribuzione a livello regionale. Promuovere la cultura della donazione per aumentare le scorte disponibili.
In linea con le raccomandazioni di OMS e UNICEF, l’iniziativa mira a costruire una “rete di solidarietà” capace di abbattere le barriere geografiche. (Agenbio)




