Un bambino su dieci è obeso: la richiesta dell’Oms

Roma, 9 febbraio 2026 (Agenbio) – Un dato che fa riflettere: nel 2025, nel mondo, un bambino o ragazzo su dieci in età scolare soffriva di obesità. In totale, si parla di circa 188 milioni di studenti, un numero che per la prima volta ha superato quello dei bambini sottopeso. A lanciare l’allarme è l’Organizzazione mondiale della sanità, che ha pubblicato nuove linee guida dedicate all’alimentazione nelle scuole. Per l’Oms, è arrivato il momento di cambiare passo. Nel documento si invita i Paesi ad adottare un approccio completo, capace di garantire che tutto ciò che viene venduto o servito a scuola sia sano e nutriente. Non solo nei pasti, ma anche nei distributori automatici, nei bar e nelle mense. “Il cibo che i bambini mangiano a scuola influisce sul loro apprendimento e sulla loro salute futura”, ha spiegato il direttore generale Tedros Ghebreyesus. Mangiare bene da piccoli, sottolinea, significa ridurre il rischio di malattie da adulti. Secondo l’Oms, le buone abitudini si costruiscono presto. E visto che i bambini passano gran parte della giornata tra i banchi, la scuola diventa un luogo chiave per educare al cibo e ridurre le disuguaglianze. Oggi, nel mondo, circa 466 milioni di studenti ricevono pasti scolastici, ma spesso non si conosce davvero la qualità di quello che mangiano. Per questo motivo è stato richiesto a un gruppo di esperti internazionali di elaborare regole chiare. Tra le raccomandazioni principali c’è quella di aumentare la disponibilità di alimenti sani e limitare quelli troppo ricchi di zuccheri, grassi e sale. L’Oms suggerisce anche piccoli aiuti nelle scelte quotidiane, come sistemare meglio frutta e verdura, renderle più visibili o più convenienti nel prezzo. Le linee guida, però, da sole non bastano. Servono controlli, monitoraggi e regole applicate davvero. L’Oms promette di affiancare i Paesi con assistenza tecnica e supporto. I dati mostrano che qualcosa si sta muovendo: nel 2025, poco più della metà degli Stati membri aveva politiche sull’alimentazione scolastica. Ma solo in 48 Paesi esistono limiti chiari alla pubblicità e alla vendita di cibi poco salutari. Per l’Oms, la strada è tracciata: se si vuole contrastare davvero l’obesità infantile, bisogna partire anche da ciò che i ragazzi trovano ogni giorno nel piatto, a scuola. (Agenbio) Des 12:00