Roma, 5 febbraio 2026 (Agenbio) – Il tumore al fegato è tra le neoplasie più aggressive, ma oggi emerge un dato che ne cambia radicalmente la prospettiva: oltre il 78% dei casi di tumore al fegato dipende da fattori che possiamo cambiare. Uno studio molto ampio condotto in 185 Paesi ha scoperto che più di 530mila diagnosi di tumore al fegato su 680mila registrate nel 2022 sono legate a infezioni, abitudini quotidiane e problemi di metabolismo, e non alla genetica. Questo significa che il tumore al fegato non è solo una questione di sfortuna o di genetica, ma anche di scelte di vita. È importante capire quali sono questi fattori di rischio per poterli modificare e ridurre il numero di casi di tumore al fegato. Il punto di vista biologico mostra che le infezioni croniche da epatite B e C sono molto importanti. Queste infezioni sono responsabili di quasi due terzi dei casi a livello globale. Oltre a queste, ci sono altri fattori che stanno diventando sempre più importanti: l’obesità, il diabete di tipo 2 e la steatosi epatica, che sono tutti legati a problemi metabolici. Queste condizioni stanno aumentando molto nei Paesi occidentali. Inoltre, l’abuso di alcol, il fumo e l’esposizione ad aflatossine alimentari in alcune parti del mondo contribuiscono anche allo sviluppo di questo problema. Poiché l’epatocarcinoma è spesso asintomatico nelle fasi iniziali e insorge su fegato cirrotico, la sorveglianza dei soggetti a rischio è cruciale. I progressi terapeutici, inclusa l’immunoterapia, migliorano la sopravvivenza, ma il messaggio chiave resta uno: la prevenzione è oggi l’arma più efficace contro il tumore al fegato. (Agenbio) Emanuela Birra 12:00




