Un’influenza più lunga e diffusa: cosa sta succedendo questa stagione

Roma, 29 gennaio 2026 (Agenbio) – La stagione influenzale 2025–2026 si sta distinguendo per durata e diffusione. In Italia i casi hanno superato i 7,5 milioni, con un impatto particolarmente marcato nei bambini da 0 a 4 anni e sintomi che, in molte persone, si protraggono oltre i consueti 3–5 giorni. Il principale motivo biologico dietro l’ondata influenzale insolita è la dominanza di una variante del virus A/H3N2, chiamata subclade K, che presenta numerose mutazioni nelle proteine di superficie rispetto ai ceppi delle scorse stagioni e a quelli scelti per i vaccini di quest’anno. Queste mutazioni compromettono il riconoscimento da parte degli anticorpi prodotti da infezioni precedenti o dalla vaccinazione, consentendo al virus di eludere più facilmente il sistema immunitario e propagarsi con maggiore successo nella popolazione. Dal punto di vista immunologico, l’efficacia di anticorpi neutralizzanti dipende dalla capacità di legarsi alle proteine virali “spike” come l’emoagglutinina; cambiamenti in queste proteine riducono questa capacità e determinano un mismatch antigenico che favorisce nuovi casi e una stagione influenzale più intensa e prolungata. Inoltre, il subclade K è emerso dopo la selezione dei ceppi vaccinali per l’emisfero settentrionale, il che ha ridotto la corrispondenza tra vaccino e virus circolante. Nonostante la parziale discordanza, i dati indicano che la vaccinazione resta efficace nel prevenire le forme più gravi della malattia. (Agenbio) Emanuela Birra 09:00