Lo scambio di batteri tra bambini arricchisce il microbioma

Roma, 29 gennaio 2026 (Agenbio) – Le relazioni contano, fin dai primi mesi di vita. Non solo per lo sviluppo emotivo e sociale, ma anche per la salute dell’intestino. Un nuovo studio dell’Università di Trento, pubblicato su Nature, mostra infatti che il microbioma dei bambini non si forma soltanto in famiglia: anche il contatto quotidiano con altri piccoli contribuisce in modo significativo ad arricchirlo. Osservando per un anno la vita di oltre 40 bambini tra i quattro e i 15 mesi che frequentavano l’asilo nido, i ricercatori hanno scoperto che, con il tempo, i piccoli iniziano a condividere tra loro una parte dei batteri intestinali. All’inizio ogni bambino ha un microbioma unico, ma dopo mesi di interazioni, giochi e contatti ravvicinati, circa il 20% dei ceppi batterici risulta condiviso con almeno un coetaneo. Lo studio ha persino tracciato il viaggio di singoli batteri, passati da un bambino all’altro e poi alle loro famiglie. Un dato interessante riguarda anche l’uso di antibiotici: dopo una cura, i bambini sembrano più ricettivi nell’acquisire nuovi batteri dai coetanei, aiutando così l’intestino a ritrovare un equilibrio. Questi risultati aprono nuove prospettive sul ruolo delle relazioni precoci e sul possibile utilizzo del microbioma come strumento di prevenzione e cura. Ancora una volta, la scienza conferma che crescere insieme fa bene, anche a livello invisibile. (Agenbio) Des 14:00