Emergenza frane in Italia: a rischio quasi 1,3 milioni di persone. Il caso Niscemi, uno su tre

Roma, 28 gennaio 2026 (Agenbio) – I dati aggiornati dell’Inventario dei fenomeni franosi in Italia (Iffi) dell’Ispra evidenziano oltre 684.000 frane nel Paese che minacciano circa 1,3 milioni di persone e oltre 742.000 edifici. I fenomeni, prevalentemente collinari e montani, includono scivolamenti (33%), colamenti lenti (18,3%) e rapidi (12,1%), con un rischio accresciuto da incendi che facilitano l’erosione e le colate di detriti. Per maggiori informazioni, visita il sito ufficiale dell’ISPRA. Un quadro allarmante messo in luce da Giuseppe Esposito, dell’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Consiglio Nazionale delle Ricerche. In un caso su tre (33%) avvengono per scivolamento, come è avvenuto a Niscemi, oppure per colamento lento (18,3%), comune nell’Appennino Emiliano, in Basilicata e in Liguria. Ci sono le frane a colamento rapido, innescate da piogge intense su terreni argillosi e distruttive come quelle avvenute nel 1998 a Sarno e Quindici, o quelle del 1987 in Valtellina e ancora quelle registrate in Liguria, Umbria. Piemonte, Toscana e Molise. E poi c’è il caso delle frane provocate in seguito agli incendi. “Quando non ci sono più piante la pioggia non trova ostacoli e ha un impatto al suolo violento, determinando una forte erosione, oltre a colate di fango e detriti” – ha spiegato l’esperto. La frana arriva a una velocità e una violenza tali da invadere strade ed edifici, come è avvenuto in Val di Susa, a Bussoleno, nel 2018 in seguito a un incendio del 2017.(Agenbio)