Roma, 22 gennaio 2026 (Agenbio) – I farmaci per la perdita di peso non sarebbero una soluzione di nicchia, ma un’opzione potenzialmente utile per oltre un quarto della popolazione adulta mondiale. È quanto emerge da una ricerca pubblicata su The Lancet Diabetes & Endocrinology, condotta da ricercatori del Mass General Brigham e della Washington University School of Medicine. Negli ultimi trent’anni, il problema dell’obesità è diventato molto più grande, il che ha portato a un aumento del diabete, delle malattie cardiovascolari e dei tumori. Un gruppo di ricercatori ha esaminato i dati sanitari di oltre 810mila adulti provenienti da 99 Paesi diversi per capire quante persone potrebbero trarre beneficio dall’uso di farmaci come il semaglutide, che è molto efficace nel controllare il peso. Questi farmaci, noti come agonisti del recettore GLP-1, sono oggi considerati una delle opzioni più valide per gestire il peso in modo efficace. Il risultato è chiaro: circa il 27 per cento degli adulti può trarre beneficio da queste terapie. Le percentuali aumentano notevolmente nei Paesi con un alto reddito, ma la maggior parte delle persone che potrebbero essere trattate con successo vive in aree con un basso e medio reddito. Si nota che le donne e le persone più anziane possono trarre beneficio da queste terapie più spesso, il che mostra come l’obesità e il rischio metabolico abbiano un impatto diverso sulle diverse fasce di popolazione. Secondo gli autori, questi dati pongono una questione centrale di equità sanitaria: se i GLP-1 diventeranno uno strumento chiave contro l’obesità, l’accesso globale sarà decisivo quanto l’efficacia clinica. (Agenbio) Emanuela Birra 13:00




