Roma, 16 gennaio 2026 (Agenbio) – Depressione, ansia, disturbo bipolare, ADHD: nei contesti clinici, i disturbi mentali non si presentano mai isolatamente. E ora, un’analisi genetica di grande portata spiega perché questo accade così spesso. Pubblicato su Nature, lo studio rivela che molte condizioni psichiatriche condividono una base biologica comune. Condotto dal Psychiatric Genomics Consortium, il lavoro ha esaminato i dati genetici di oltre 6 milioni di persone, mettendo a confronto chi ha e chi non ha diagnosi psichiatriche. I risultati mostrano che ben 14 disturbi mentali non sono entità isolate, ma si raggruppano in cinque grandi famiglie geneticamente correlate, legate a tratti simili come emotività, controllo degli impulsi e sviluppo neurocognitivo. Sono state identificate centinaia di varianti genetiche comuni, con veri e propri “hotspot” nel genoma coinvolti in diverse condizioni. Alcuni legami appaiono particolarmente forti: depressione, ansia e disturbo post-traumatico condividono gran parte del rischio genetico, così come schizofrenia e disturbo bipolare. Queste connessioni si riflettono anche nei meccanismi biologici: geni attivi in specifici tipi di cellule cerebrali e in fasi particolari dello sviluppo sembrano influenzare più disturbi contemporaneamente. Questa scoperta chiarisce perché una diagnosi possa trascinarne altre e apre nuove strade per una psichiatria più biologica e personalizzata, che si allontani da categorie rigide e si concentri sui meccanismi che uniscono le malattie mentali. (Agenbio) Emanuela Birra 13:00




