Roma, 16 gennaio 2026 (Agenbio) – Un team di studiosi della Rockefeller University di New York ha scoperto che il gene Homer1 è in grado di placare la mente e aumentare il livello di concentrazione, agendo sulla corteccia prefrontale del cervello dove riduce l’attività di fondo e attenua i rumori estranei. I ricercatori hanno iniziato analizzando quasi 200 genomi incrociati da otto diverse linee parentali. Questa variazione insolitamente ampia ha permesso di individuare effetti genetici che altrimenti sarebbero potuti passare inosservati. Utilizzando questo approccio, gli autori della ricerca hanno ristretto la loro osservazione al fatto che alte prestazioni nella concentrazione sono associate a livelli molto più bassi di Homer1 nella corteccia prefrontale, il centro dell’attenzione del cervello. Questo gene è stato trovato all’interno di un locus genetico che spiegava quasi il 20 per cento della variazione dell’attenzione. Approfondendo ulteriormente, i ricercatori hanno dimostrato che a causare la differenza erano due specifiche versioni di Homer1, note come Homer1a e Ania3. La sorpresa più grande è arrivata quando il team ha esaminato l’effetto di Homer1 sul cervello, a livello meccanico. Hanno scoperto che la riduzione di Homer1 nei neuroni della corteccia prefrontale induceva quelle cellule a sovraregolare i recettori GABA, i freni molecolari del sistema nervoso. Questo cambiamento creava una linea di base più silenziosa e impulsi di attività più concentrati quando apparivano gli stimoli: invece di attivarsi indiscriminatamente, i neuroni conservavano la loro attività per i momenti importanti, consentendo risposte più accurate. I risultati della ricerca, pubblicata su Nature Neuroscience, potrebbero rappresentare i primi passi verso un nuovo approccio terapeutico per calmare la mente, con implicazioni per l’ADHD e per disturbi correlati caratterizzati da sovraccarico sensoriale e già collegati a Homer1, come l’autismo e la schizofrenia. (Agenbio) Etr 14:00




