Tumore tiroide, la genetica migliora la previsione del rischio di mortalità

Roma, 13 gennaio 2026 (Agenbio) – Un ampio studio internazionale, pubblicato su The Lancet Oncology e condotto su oltre 4.700 pazienti di 10 Paesi, ha dimostrato che valutare il profilo genetico, in aggiunta alle valutazioni cliniche tradizionali, permette di prevedere meglio l’andamento del carcinoma papillare della tiroide. In particolare, i ricercatori hanno analizzato due alterazioni genetiche coinvolte nella cancerogenesi tiroidea: le mutazioni dei geni BRAF e TERT. La presenza di specifiche alterazioni in questi geni è risultata associata a una forma più aggressiva di carcinoma tiroideo. In particolare, i pazienti con entrambe le alterazioni genetiche presentano un rischio più elevato, anche se il tumore viene inizialmente considerato “a basso rischio”. In prospettiva quindi, integrare i dati genetici, effettuati esclusivamente nei centri di riferimento per questa patologia, nella valutazione del tumore della tiroide, rappresenta un passo importante verso una medicina più precisa e personalizzata, capace di mettere il paziente al centro e di utilizzare le cure in modo più efficace. (Agenbio) Etr 9:00