Roma, 12 gennaio 2026 (Agenbio) – Succede quasi ogni anno. Si mangia di più, si mangia peggio, si va a letto tardi. E dopo qualche giorno lo stomaco comincia a protestare. Bruciore, acidità, quella sensazione che risale e non ti lascia in pace. Per molti è il reflusso gastroesofageo, un disturbo comune che durante le feste tende a peggiorare. Il reflusso nasce quando ciò che sta nello stomaco risale nell’esofago. In teoria non dovrebbe succedere, perché c’è una valvola che fa da barriera. In pratica, però, non sempre funziona come dovrebbe. A volte c’entra un’ernia iatale, altre volte semplicemente pasti troppo abbondanti, alcol, cene consumate a tarda ora. Il sintomo più classico è il bruciore dietro lo sterno, ma non è l’unico. C’è chi avverte rigurgiti acidi, chi ha spesso la gola irritata, chi si sveglia con la voce roca o una tosse insistente. Altri parlano di gonfiore, alito cattivo, difficoltà a deglutire. Se capita ogni tanto, può essere un episodio isolato. Se invece succede spesso, anche più volte a settimana, allora è qualcosa da non ignorare. In questi casi è bene parlarne con il medico, che può valutare se servono esami come la gastroscopia o altri controlli. Ma nella maggior parte dei casi si parte da cose semplici. Mangiare meno, soprattutto la sera. Evitare certi alimenti che peggiorano i sintomi: cioccolato, pomodori, spezie, grassi. Limitare l’alcol. E sì, anche sollevare un po’ la testata del letto può aiutare. Durante le feste non serve vivere a dieta. Basta regolarsi. Assaggiare tutto, senza riempirsi troppo. Preferire piatti più leggeri, non esagerare con i dolci, fare attenzione ai brindisi. Una fetta di panettone va bene, tre forse no. Alla fine il punto è questo: godersi il cibo senza trasformarlo in un problema. Lo stomaco, se lo si ascolta, di solito avvisa per tempo.(Agenbio) Des 09:00




