Roma, 8 gennaio 2026 (Agenbio) – Il microbiota delle popolazioni dei Paesi industrializzati sta evolvendo per digerire meglio i cibi ultraprocessati che consumiamo ogni giorno. Questo è ciò che rivela una ricerca uscita su Nature, la quale evidenzia come le nostre abitudini alimentari stiano mettendo una vera e propria selezione sui germi intestinali. Dopo aver esaminato il DNA di circa trenta tipi di batteri presenti in ventiquattro gruppi umani diversi, un gruppo di ricercatori dell’Università della California di Los Angeles ha notato dei tratti genetici diventati stranamente uguali tra loro: questo suggerisce che alcune versioni si sono diffuse velocemente poiché utili in quel particolare ambiente alimentare. Il contrasto si vede specialmente nelle nazioni industrializzate, dove si è diffusa una forma di batterio brava a digerire le maltodestrine, degli zuccheri complessi ricavati dall’amido e creati solo in fabbrica, che si trovano dappertutto in biscotti, patatine e merendine. Dato che se ne mangiano tantissimi solo da poco tempo, sembra che i microbi abbiano “imparato in un batter d’occhio” a usarli. Questo aggiustamento è stato reso più veloce dal passaggio di materiale genetico tra batteri, lo stesso sistema che permette agli antibiotici di perdere efficacia rapidamente. Ne consegue una flora batterica che si modifica per stare al passo con quello che introduciamo nel corpo. Questa scoperta non stabilisce se questo cambiamento sia positivo o negativo, ma rende lampante un aspetto fondamentale: il modo in cui mangiamo sta riscrivendo, proprio ora, l’ambiente di piccoli organismi che ci abitano. (Agenbio) Emanuela Birra 12:00




