Anche senza zucchero, alcuni dolcificanti possono danneggiare il fegato

Roma, 8 gennaio 2026 (Agenbio) – Senza zucchero non significa automaticamente più sicuro. Alcuni dolcificanti, soprattutto gli alcoli dello zucchero come il sorbitolo, potrebbero avere effetti inattesi sul fegato. A sollevare il dubbio è uno studio pubblicato su Science Signaling, che mette in discussione l’idea diffusa secondo cui le alternative allo zucchero sarebbero metabolicamente innocue. Il punto chiave è biochimico: il sorbitolo è a un solo passaggio metabolico dal fruttosio, una molecola già nota per il suo impatto negativo sul fegato. Il nostro organismo può produrre sorbitolo a partire dal glucosio dopo i pasti e, se non viene degradato dai batteri intestinali, questo composto può raggiungere il fegato ed essere trasformato in derivati del fruttosio. Il destino del sorbitolo dipende infatti dal microbiota intestinale. Alcuni batteri riescono a smaltirlo in modo efficace; in loro assenza, o quando le quantità ingerite sono troppo elevate, il sistema si satura. In queste condizioni il sorbitolo si accumula e finisce per gravare sul metabolismo epatico, un meccanismo che potrebbe contribuire alla steatosi epatica, una patologia sempre più diffusa. A basse dosi, come quelle presenti nella frutta, il problema non si pone. Ma l’uso frequente di prodotti “senza zucchero”, spesso ricchi di sorbitolo e altri dolcificanti, cambia lo scenario. Il messaggio che emerge dalla ricerca è chiaro: sostituire lo zucchero non elimina automaticamente il rischio metabolico. Anche le alternative possono seguire vie biochimiche che, alla fine, portano allo stesso organo bersaglio: il fegato. (Agenbio) Emanuela Birra 14:00