Roma, 7 gennaio 2026 (Agenbio) – Utilizzando strumenti di intelligenza artificiale, un gruppo di ricerca dell’Istituto Italiano di Tecnologia ha progettato la nuova molecola Apt1 e l’ha testata in esperimenti in vitro, dimostrando la sua efficacia nel rendere le cellule tumorali del pancreas più vulnerabili ai chemioterapici. La ricerca, pubblicata su Nature Communications, si è focalizzata sull’olaparib, un principio attivo antitumorale che rallenta la riparazione del DNA nella cellula tumorale, costringendola ad accumulare molti errori nel codice genetico e inducendola alla distruzione. I ricercatori hanno puntato l’attenzione su RAD51 e BRCA2, due proteine coinvolte nella riparazione del DNA, e hanno ideato una soluzione che ostacola l’interazione tra le due proteine, inficiando così la capacità della cellula tumorale di replicarsi. La soluzione individuata è un aptamero, un piccolo frammento di acido nucleico (RNA o DNA) che interagisce in modo altamente specifico con una proteina bersaglio. La progettazione è avvenuta attraverso un algoritmo dal nome catRAPID, in grado di identificare in modo veloce la sequenza degli aptameri a seconda delle proteine con cui devono interagire. Dalla lista di aptameri ottenuta, in seguito a una sperimentazione, è stata scelta una molecola denominata Apt1, che ha dimostrato di legarsi con forza a RAD51 rendendola irraggiungibile per BRCA2. Nelle fasi successive, il gruppo di ricerca ha messo alla prova Apt1 in cellule di tumore pancreatico, rilevando che la nuova molecola rallenta la riparazione del DNA, rende le cellule malate più vulnerabili ai chemioterapici e ha effetti ridotti su quelle sane. (Agenbio) Etr 12:00




