Un nuovo modello per l’allerta precoce degli tsunami

Roma, 13 ottobre 2021 (AgOnb) – Collaudata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e pubblicata su ‘Nature Communications’, la Probabilistic Tsunami Forecasting (PTF) un’innovativa procedura che permette, in tempo reale, di determinare il livello di allerta dei maremoti tenendo conto della inevitabile incertezza sulla previsione dello tsunami. “Il PTF quantifica la probabilità che si verifichi uno tsunami entro pochi minuti dalla scossa di terremoto che potrebbe averlo generato”, spiega Jacopo Selva del Centro Allerta Tsunami dell’INGV (CAT-INGV) e primo autore dell’articolo. “Ci offre la possibilità di collegare la definizione del livello di allerta precoce (early warning) alla previsione dell’intensità del possibile tsunami ed alla relativa incertezza, in base a prestabiliti criteri di riduzione del rischio”, aggiunge Selva. “Le previsioni vengono effettuate combinando i parametri del terremoto stimati in tempo reale con quelli attesi nella zona nel lungo termine e con milioni di simulazioni pre-calcolate grazie a moderni supercomputer”, aggiunge Stefano Lorito, co-autore dello studio. Il PTF, è stato applicato a diversi eventi sismici già accaduti come il terremoto che colpì il Cile nel 2010, lo tsunami del 2003 in Algeria o lo tsunami nell’isola greca di Samos, oltre a vari terremoti localizzati nell’area mediterranea. Ciò ha permesso di valutare l’accuratezza del modello previsionale. Per offrire una risposta adeguata in caso di evento, è imprescindibile combinare l’evidenza scientifica con le scelte di politica territoriale, così da associare un livello di allerta a una data probabilità, considerando che ognuno può corrispondere a determinate fasce costiere da evacuare. In Italia, sono definite dai componenti del SiAM (Sistema di Allertamento nazionale per i Maremoti generati da sisma). Sia gli allarmi mancati che i falsi allarmi possono generare significative conseguenze socio-economiche. Il PTF si propone di includere nel calcolo l’incertezza stessa. Questo approccio potrà essere molto utile per definire nuove strategie di gestione del rischio consentendo la predisposizione di azioni di mitigazione diverse per specifici aspetti basate sulle informazioni scientifiche fornite in tempo reale dal PTF come, ad esempio, l’attivazione di procedure che salvaguardino gli impianti industriali in casi di emergenza. (AgOnb) Mmo 12:00